- Quali possono essere gli infortuni alla caviglia?
- Quali sono i sintomi di un infortunio alla caviglia?
- Quali sono le cause?
- Cosa fare dopo un infortunio alla caviglia?
- Come riprendersi da un infortunio alla caviglia?
- Quanto può durare un infortunio alla caviglia?
- Domande Frequenti
Quali possono essere gli infortuni alla caviglia?
La caviglia è un’articolazione complessa e molto sollecitata, fondamentale per camminare, correre, saltare e mantenere l’equilibrio. È formata dall’incontro di tre ossa principali (tibia, perone e astragalo) mentre la sua stabilità dipende dal lavoro sinergico svolto da cartilagine, legamenti e tendini.
Proprio per questa complessità anatomica e per il carico continuo a cui è sottoposta, la caviglia è particolarmente esposta agli infortuni, soprattutto durante l’attività sportiva, i movimenti bruschi o i traumi accidentali. Un infortunio alla caviglia può coinvolgere una o più strutture e manifestarsi con dolore improvviso, gonfiore e difficoltà a camminare.
Gli infortuni alla caviglia più frequenti sono: distorsioni, lesioni legamentose, danni ai tendini e fratture ossee. Riconoscere il tipo di infortunio è fondamentale per intervenire tempestivamente ed evitare recidive, instabilità cronica o complicazioni a lungo termine, come l’artrosi.
| Tipo di infortunio | Descrizione |
| Distorsione alla caviglia | Lesione dei legamenti, spesso laterali, causata da una torsione del piede |
| Rottura dei legamenti | Lacerazione parziale o completa dei legamenti che stabilizzano l’articolazione |
| Stiramento muscolare | Allungamento eccessivo di muscoli o tendini, meno grave di una distorsione |
| Lesioni tendinee | Coinvolgono tendini come Achilleo o peronieri, fino alla rottura |
| Frattura della caviglia | Rottura di una o più ossa (tibia, perone o astragalo) |
| Lesione della sindesmosi tibio-peroneale | Danno ai legamenti che uniscono tibia e perone |
| Contusione | Trauma diretto con dolore e gonfiore, senza danni strutturali evidenti |
| Instabilità cronica | Esito di distorsioni ripetute non trattate correttamente |
Gli infortuni alla caviglia sono estremamente diffusi: secondo una recente revisione clinica di Bergman e Shuman, solo negli Stati Uniti si registrano oltre 2 milioni di distorsioni acute della caviglia ogni anno, con un’incidenza che può arrivare fino a 7 casi ogni 1.000 persone nella popolazione generale.
L’elevata diffusione degli infortuni alla caviglia trova riscontro non solo nella letteratura scientifica, ma anche nella pratica clinica quotidiana: gli ortopedici specializzati in piede e caviglia presenti e accreditati su EccellenzaMedica.it confermano infatti come le distorsioni e le lesioni legamentose della caviglia rappresentino uno dei motivi di consulto più frequenti.

Quali sono i sintomi di un infortunio alla caviglia?
I sintomi di un infortunio alla caviglia possono variare notevolmente in base alla struttura coinvolta e alla gravità del danno. In molti casi compaiono immediatamente dopo il trauma, ma alcuni segnali possono accentuarsi nelle ore successive. Tra i sintomi più comuni rientrano:
- Dolore improvviso, spesso intenso;
- Gonfiore dell’articolazione;
- Lividi o ecchimosi;
- Difficoltà a camminare o caricare il peso;
- Limitazione dei movimenti della caviglia;
- Sensazione di instabilità o perdita di equilibrio;
- Dolore alla palpazione del punto lesionato;
- Rumori di “scoppio” o “crack” associati al dolore;
- Deformità visibile della caviglia;
- Dolore acuto e persistente;
- Sintomi che non migliorano entro 24–48 ore.
È importante non sottovalutare questi disturbi: anche un infortunio apparentemente lieve, se non trattato correttamente, può evolvere in instabilità cronica della caviglia.
Quali sono le cause?
La causa più frequente del dolore alla caviglia è un infortunio traumatico, in particolare una distorsione dovuta a un movimento improvviso che supera i limiti fisiologici dell’articolazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di una torsione verso l’interno del piede, spesso associata alla lesione del legamento peroneo-astragalico anteriore.
Se la forza è maggiore, potrebbero essere coinvolti anche altri legamenti laterali o, più raramente, i legamenti mediali. In alcuni casi, l’infortunio interessa la sindesmosi tibio-peroneale, una condizione più complessa, con tempi di recupero più lunghi, specie se si rende necessario un intervento chirurgico. Nei traumi più violenti, la lesione legamentosa può associarsi a fratture ossee o lussazioni.
| Causa | Descrizione |
| Distorsione in inversione | Torsione del piede verso l’interno |
| Lesione dei legamenti laterali | Coinvolge legamento peroneo-astragalico anteriore, calcaneofibulare e talofibulare posteriore |
| Sindesmosi | Lesione tra tibia e perone |
| Traumi sportivi | Salti, cambi di direzione, contatti ad alta intensità |
| Cadute accidentali | Perdita di equilibrio o appoggio scorretto |
| Impatti diretti | Tipici degli sport di contatto |
| Fratture associate | Nei traumi ad alta energia |
| Lussazione della caviglia | Evento raro, spesso con frattura associata |
È importante ricordare che la caviglia può far male anche in assenza di un trauma acuto. Tra le cause non traumatiche rientrano:
- Artrosi e artriti infiammatorie (come artrite reumatoide o lupus);
- Tendinopatie croniche da sovraccarico;
- Gotta, con dolore acuto e arrossamento;
- Fratture da stress, dovute a carichi ripetuti;
- Infezioni articolari o ossee;
- Compressioni o lesioni nervose.
Vi sono, inoltre, alcuni fattori che aumentano la probabilità di subire un infortunio alla caviglia. Essi sono:
- Precedenti distorsioni, soprattutto se non riabilitate correttamente;
- Debolezza muscolare e scarsa stabilità della caviglia;
- Scarso equilibrio o controllo neuromuscolare;
- Iperlassità articolare o ridotta mobilità;
- Cambi di direzione improvvisi e decelerazioni rapide;
- Età e affaticamento;
- Superfici di gioco irregolari;
- Calzature inadeguate o assenza di tutori protettivi.
Cosa fare dopo un infortunio alla caviglia?
In caso di infortunio alla caviglia, una diagnosi corretta è fondamentale per evitare complicazioni, recidive o instabilità cronica. Per questo motivo è sempre consigliato rivolgersi a un ortopedico specializzato in piede e caviglia, in grado di valutare con precisione la sede e la gravità della lesione. Nei traumi importanti — ad esempio in presenza di dolore intenso, deformità evidente, impossibilità a camminare o a caricare il peso sull’arto — è opportuno recarsi prima di tutto al Pronto Soccorso.
Durante la visita ortopedica, lo specialista raccoglie l’anamnesi, così da acquisire informazioni rispetto alla dinamica dell’infortunio, sintomi, precedenti traumi), esegue un esame obiettivo della caviglia e analizza il punto esatto in cui il paziente avverte dolore, passaggio che spesso già fornisce dei segnali relativi al tipo di lesione (legamentosa, ossea o tendinea).
Come sottolineano gli specialisti, conoscere bene l’anatomia di piede e caviglia permette spesso di distinguere clinicamente una distorsione da una frattura, anche se gli esami strumentali restano fondamentali. In base al sospetto clinico, l’ortopedico può prescrivere uno o più esami:
- Radiografia, primo esame per escludere o confermare una frattura e valutare eventuali disallineamenti articolari;
- Ecografia, utile per valutare lesioni legamentose, identificare versamenti articolari o lesioni tendinee;
- Risonanza Magnetica, importante per studiare in dettaglio legamenti, tendini, cartilagine e osso, soprattutto in caso di instabilità croniche o lesioni della sindesmosi;
- TC, utilizzata soprattutto per fratture complesse e per la pianificazione di interventi chirurgici.
Come riprendersi da un infortunio alla caviglia?
Il recupero da un infortunio alla caviglia dipende dalla gravità della lesione e dalla tempestività del trattamento. Intervenire precocemente è fondamentale per ridurre il rischio di instabilità cronica, recidive e artrosi nel tempo. Nelle prime 48–72 ore dopo l’infortunio, il trattamento segue generalmente il protocollo RICE che prevede:
- Riposo: evitare di caricare la caviglia per prevenire ulteriori danni;
- Ghiaccio: applicazioni di 15–20 minuti ogni 2–3 ore per ridurre dolore e gonfiore;
- Compressione: bendaggio elastico per contenere l’edema;
- Elevazione: mantenere la caviglia sollevata sopra il livello del cuore.
Nei casi moderati o gravi, l’ortopedico può prescrivere tutori, cavigliere o stampelle per ridurre il carico. L’immobilizzazione serve a proteggere i legamenti e favorire una guarigione corretta. Una volta ridotti dolore e gonfiore, la fisioterapia diventa centrale nel recupero. Il programma riabilitativo mira a:
- Recupero della mobilità articolare;
- Rafforzamento dei muscoli della caviglia;
- Miglioramento di equilibrio e propriocezione;
- Riduzione del rischio di nuove distorsioni.
L’intervento chirurgico è riservato a rotture legamentose complete, instabilità cronica non risolta con trattamenti conservativi nonché lesioni associate complesse. L’obiettivo è ripristinare la stabilità articolare e prevenire danni a lungo termine.
Quanto può durare un infortunio alla caviglia?
I tempi di recupero variano in base al tipo e alla gravità dell’infortunio, oltre che al trattamento seguito.
- Distorsioni lievi (grado I): recupero in genere tra 2 e 4 settimane;
- Distorsioni moderate (grado II): guarigione in circa 4–6 settimane, spesso con tutore e riabilitazione;
- Distorsioni gravi o rotture legamentose (grado III): recupero più lungo, da 8 a 12 settimane o oltre;
- Dopo intervento chirurgico: 3–6 mesi.

Domande frequenti
Come prevenire un infortunio alla caviglia?
Per ridurre il rischio è importante indossare calzature adeguate, rinforzare i muscoli della caviglia, fare attenzione ai terreni irregolari e, in caso di precedenti infortuni, utilizzare tutori o taping durante l’attività fisica.
Quali sono le complicazioni degli infortuni alla caviglia?
Se non trattati correttamente, gli infortuni alla caviglia possono portare a instabilità cronica, distorsioni ricorrenti, dolore persistente, artrosi e, in alcuni casi, a fratture non diagnosticate che guariscono in modo scorretto.
Chi cura gli infortuni alla caviglia?
Gli infortuni alla caviglia vengono valutati e trattati da un ortopedico specializzato in piede e caviglia mentre è necessario il supporto di un fisioterapista per la riabilitazione post infortunio.
Fonti e bibliografia
- Bergman R, Shuman VL. Acute Ankle Sprain. [Updated 2025 Aug 2]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan-. Available from: ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK459212/.

